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Pranayama

Pratica di purificazione

valepranaPerché la chiamiamo pratica di purificazione? Perché serve?

Ricordo l’esempio che ripete spesso il mio Maestro: se entriamo in una stanza buia, per poter vedere, cosa facciamo? Iniziamo a dare calci al buio? No, accendiamo la luce!

Allo stesso modo, per riuscire con maggiore successo a diminuire ed eliminare i nostri difetti, più o meno gravi, espressione della nostra parte oscura, possiamo, anziché cercare ostinatamente di vincerli (rischiando di alimentarli con la nostra attenzione e preoccupazione) agire con pratiche di purificazione, che ci permettono di ripulirci via via nel tempo dalle energie distruttive e oscure, trasformandole in positive e luminose. In questo modo, possiamo realizzare una trasformazione totale senza lottare contro ogni singolo comportamento negativo, sempre ammesso che siamo disposti a riconoscerli.

Quante volte abbiamo sentito affermare che si può riuscire a non mangiare per settimane, a non bere per alcuni giorni, ma che non si può restare senza respirare, o la vita cessa!

Il respiro è quindi la principale fonte di energia. In sanscrito, l’energia vitale presente in ogni essere e in ogni cosa si chiama PRANA, mentre le pratiche di purificazione respiratorie si chiamano PRANAYAMA = pratica del PRANA.

Prima di approfondire cos’è il pranayama e quali effetti straordinari può realizzare, è bene dire altre due parole sull’importanza del respiro. Gli yogi misurano la durata della vita umana dal numero delle respirazioni; prima di iniziare a praticare esercizi di respirazione veri e propri, sarebbe importante imparare a respirare bene. Al momento della nascita, generalmente, si respira bene, ma nel diventare adulti, a causa dello stress, le cose cambiano, e la respirazione diventa superficiale, affrettata, irregolare, incompleta. E’ fondamentale rilassare tutti i muscoli e i nervi ed eliminare le tensioni, che provocano l’immobilità del diaframma e la rigidità del torace, come pure la presenza di gas di origine spastica nel tratto gastrointestinale, tutti grossi ostacoli ad una buona respirazione.

E’ importante quindi imparare a respirare correttamente, iniziando con l’usare in modo naturale il diaframma: questo agisce profondamente sulla circolazione del sangue, ma soprattutto realizza un’azione decongestionante sul plesso solare, plesso dell’ansietà, con effetto calmante e riposante.

Ritorniamo al PRANAYAMA.

Proverò a descriverlo in base a quanto io ho capito dalle spiegazioni del mio Maestro, che ho avuto la grande opportunità di incontrare.

Ci sono diverse tecniche di pranayama: quella più utilizzabile da tutti è la pratica del NADI SHODANA, respirazione a narici alternate di cui mostriamo il funzionamento durante i nostri corsi di yoga.

Attraverso le pratiche di purificazione del pranayama, viene immessa energia luce nei nadi, fili energetici di cui siamo dotati nei nostri corpi sottili: in questo modo avviene sia la loro purificazione, sia la creazione di nuovi nadi, realizzando il progressivo disgregarsi delle energie negative e distruttive. In che modo?

I corpi sottili di cui gli esseri umani sono composti permettono e sostengono l’attività del corpo fisico. In particolare, il corpo eterico è formato da due scorrimenti di forma ovale che normalmente si muovono in senso orario, e quindi mentre lo scorrimento destro scende lungo la colonna vertebrale, lo scorrimento sinistro sale, creando un campo magnetico che serve, tra l’altro, a mantenere condensato il corpo fisico.

La respirazione a narici alternate realizza un’immissione di energia “PRANA” in questi due scorrimenti eterici e nel tempo ricostituisce i fili energetici danneggiati e interrotti, a causa di cui si realizzano nel corpo fisico, somatizzandosi, le varie malattie, disturbi, ecc.

I risultati positivi ci saranno, a seconda del comportamento del praticante, che rischia costantemente con i propri errori di ricreare e riprodurre quello che ha espulso attraverso la pratica, e che può invece trasformare in positivo se cerca con costanza e determinazione di mantenere un comportamento corretto, di rispetto per tutto ciò che esiste, a cominciare da se stesso.

Se infatti non riusciamo a non arrecare danno a noi stessi, come possiamo riuscire a non danneggiare gli altri e tutto ciò che ci circonda?

Ecco perché è così importante cominciare a fare pulizia dentro di noi.заказ контентаузкие радиаторы отопленияафрика в марте сафари