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Tecniche Yoga

yoga

Riguardo alla divulgazione delle tecniche yoga “L’associazione Arca di Noè” preferisce assumere un atteggiamento “prudente”, quindi dare un accenno in questo sito alle fonti dalle quali trae ispirazione come metodologia, ma di approfondirne i contenuti durante i corsi e gli incontri a tema.

Durante le lezioni, infatti,  gli allievi possono essere seguiti direttamente durante l’esecuzione di certi esercizi, evitando il più possibile problemi derivati da errate interpretazioni non chiarite.

Così come le asana, ossia le posizioni eseguite con  il corpo, vanno iniziate con la necessaria preparazione di rilassamento muscolare e attenzione sul respiro, allo stesso modo, le tecniche di pranayama e meditazione, devono essere esercitate in maniera corretta e con atteggiamento rilassato, così come la ripetizione dei  mantra non produce i risultati sperati se non eseguita con l’assetto necessario, pronuncia corretta  e suono il più possibile  intonato.

Questo, per quanto e grazie a quanto abbiamo capito dagli insegnamenti del nostro Maestro Sri Maheshandaji, senza dimenticare di procedere nella vita quotidiana con atteggiamento di rispetto nei confronti di tutto ciò che esiste, che è condizione primaria per il buon esito di qualsiasi tecnica yoga o esercizio spirituale.

 

“Tutte le pratiche raccomandate in un insegnamento spirituale

hanno la funzione di preparare gli esseri a ricevere in modoAivanhov nella natura

corretto le correnti dei mondi superiori. Tuttavia, ad avere

maggiore importanza, non sono le pratiche in se stesse; queste

hanno senso unicamente se si possiedono anche delle cognizioni

sul mondo invisibile, sugli esseri che lo abitano, sulle leggi

che lo governano e sulle forze che vi circolano.

E più importante ancora è imparare come è costruito l’essere

umano, quali sono in lui gli organi e i centri spirituali grazie

ai quali egli può entrare in relazione con le regioni luminose

dello spazio. Ma neppure questo è sufficiente: occorre anche

decidersi a cambiare il proprio modo di vivere, abbandonando le

attività che sono in contraddizione con questo sapere.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

 

L’ASTANGA YOGA DI PATANJALI: gli otto passi

YOGA in sanscrito significa UNIONE, ricongiungimento con ciò che veramente siamo, la nostra LUCE originaria.

Noi facciamo principalmente riferimento agli insegnamenti dei grandi Maestri che hanno cercato di mettere a disposizione preziosi metodi per condurre gli esseri alla Luce (e per questo sono stati chiamati GURU, che significa proprio: colui che conduce alla luce).

L’essenza centrale di questa impostazione si riferisce all’Astanga Yoga di Patanjali, una delle più grandi figure della storia della filosofia indiana, vissuto pare intorno alla metà del II° sec. Avanti Cristo.patanjiali

In tutti noi è già contenuta tutta la conoscenza più elevata, nei centri di energia che conosciamo come chakras, i cui 7 principali sono collocati in corrispondenza della colonna vertebrale; questa conoscenza è bloccata a causa del fatto che tutte le scorie energetiche distruttive accumulate, hanno in buona parte ostruito e deteriorato i canali di scorrimento energetico e quindi impedito il buon funzionamento dei chakras. Per poter riaprire i chakras e accedere alla verità vera, l’energia deve salire verso l’alto attraverso il Susumna (canale centrale di scorrimento energetico posizionato in corrispondenza della colonna vertebrale). COME FARE?

Patanjali ci indica quelli che lui individua come gli 8 passi:

· YAMA e NIYAMA (comportamento: ciò che non va fatto e ciò che va fatto)

· ASANA (posizioni fisiche che iniziano la disgregazione dei blocchi energetici che ostacolano la salita dell’energia)

· PRANAYAMA (tecniche di respirazione che iniettano energia luce nei nadi – fili energetici di cui siamo dotati nei corpi sottili – : in questo modo avviene purificazione e creazione di nuovi nadi, producendo un progressivo disgregarsi delle energie negative distruttive)

· PRATYHARA (rilassamento distaccato; l’energia inizia a salire permettendo la riattivazione dei chakras)

· DHARANA (concentrazione)

· DHYANA (meditazione; 12 volte 12 secondi consecutivi di vera concentrazione producono lo stato di meditazione)

* SAMADHI (unione con l’oggetto della meditazione)

 

 

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