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Maestri

“Gli esseri umani sono forse in cerca di qualcuno che li inciti a elevare la loro intelligenza e il loro cuore per raggiungere ogni volta un grado superiore nella comprensione della realtà?…
Ciò avviene molto raramente. Il più delle volte preferiscono qualcuno che li mantenga nei loro gusti, nelle loro opinioni, per non dire nelle loro debolezze e nelle loro passioni. Anche da un Maestro spirituale si aspettano che dica ciò che hanno voglia di sentirsi dire; e soprattutto che eviti di stravolgere le loro abitudini!
Un Maestro spirituale è però costretto a dire la verità. In seguito sta al discepolo scegliere e decidersi in base alla propria comprensione delle cose. E il Maestro lo sa: il discepolo andrà esattamente nelle regioni psichiche e spirituali che corrispondono alle sue vibrazioni. Esiste una meccanica cosmica, e tale meccanica è assoluta. Ogni essere viene attirato e assorbito dalla regione con la quale entra in consonanza.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

 SRI KRISHNA
lord-krishnaE’ l’ottava incarnazione di Vishnu, raffigurato mentre suona il flauto Murali in compagnia delle Gopi (pastorelle) e di Radha, la più devota di esse. KRISHNA in sanscrito significa ” scuro”, ossia colui dalla pelle scura, dal colore simile alle nuvole cariche di pioggia.La tradizione vuole che l’interpretazione primaria di questo nome si riferisca “all’infinitamente affascinante” o “esistenza di conoscenza e beatitudine (l’estasi Suprema) “. Principe Yadava, Krishna era figlio di Devaki e Vasudeva.Appena nato però, venneaffidato al pastore Nanda e a sua moglie Yashoda, per farlo scampare ad una strage di bambini ordinata dal sovrano Kamsa. Krishna trascorse quindi l’infanzia a Vrindavana,nei boschi, tra i pastori. Cresciuto, partecipò come condottiero (Guru) alla guerra contro la stirpe dei Kaurava, e il suo dialogo con il guerriero Arjuna, è immortalato da secoli nella BHAVAGAD GITA, il testo sacro degli Indù.Durante la sanguinosa battaglia di Kurukshetra, Krishna parteggio’ per i principi Pandava contro i loro cugini Kaurava.

Krishna, era però imparentato con entrambi i rami della famiglia, e chiese quindi ad Arjuna (il terzo dei Pandava) di condurre il loro cocchio durante le fasi dello scontro.

Prima della battaglia, Arjuna cedette alla paura e all’angoscia e si rifiuto di combattere.

Krishna infuse forza e coraggio all’eroe, ricordandogli il proprio Dharma di guerriero e parlandogli con ragionamenti filosofici e spirituali volti a raggiungere l’ autorealizzazione interiore.

Grazie alla vicinanza di Krishna, i Pandava ottennero la vittoria a Kurukshetra nonostante l’inferiorità numerica del loro esercito.

Dopo una feroce guerra interna della sua stirpe, Krishna si ritirò nella foresta dove fu raggiunto da una freccia al calcagno, unico suo punto vulnerabile. Lasciò il corpo e riacquistò la sua forma divina.

La morte fisica di Krishna, 3102 AC, segna la fine del Dvapara Yuga, la terza era del mondo, e l’inizio del Kali Yuga, l’era attuale.

In realtà la BHAVAGAD GITA è un trattato di psicologia applicato all’esercizio dell’autocontrollo, dove il campo di battaglia di Kurukshetra, non è altro che il corpo umano. E’ li che si gioca la battaglia più aspra.

I due eserciti schierati rappresentano le buone e le cattive abitudini e relativi sentimenti e pensieri che si contendono il dominio della mente; Krishna, è il guru o il buon maestro interiore, mentre Arjuna, rappresenta l’IO non libero dall’ego (personalizzato)  che abita il corpo.оптимизация сайта яндекс продвижениеbrem радиаторыaltezza