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La Pagina Del Cuore

pagina del cuore

Mi piacerebbe che voi “visitatori” del sito ne foste co-creatori partecipando a questa “pagina del cuore”, sulla quale desidero pubblicare solo notizie belle e positive, fatti realmente accaduti di cui avete saputo o di cui siete stati protagonisti o spettatori e che condividere può arrecare gioia. Troppo spesso sono le informazioni drammatiche a fare notizia… Vorrei venissero raccontate invece anche quelle in grado di toccare il nostro cuore per l’amore che portano in sé…, eventi che possono riguardare anche le azioni straordinarie compiute dagli animali che salvano e soccorrono persone o altri animali… Insomma, tutto quello che può mostrare il lato migliore di ogni creatura… E contribuire così alla diffusione e propagazione di vibrazioni più elevate.
Vi invito quindi a scrivere a arcadinoe@rdv.it le vostre testimonianze! Diamoci da fare per contagiarci tutti di felicità!!!
Che ogni vostra giornata sia ricolma di pace e di gioia.
Valeria

chackra cuore————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–

2 maggio 2015 – Articolo segnalato da Rosanna:

 Le ruba il portafoglio e lei gli paga la spesa

Guthrie, Oklahoma (USA). Una donna si accorge di essere stata appena rapinata, ma offre al ladro la possibiltà di restituirgli il portafoglio… e di pagargli la spesa.
Jessica Eaves, madre di quattro bambini, stava facendo la spesa in un supermercato della sua cittadina, a Guthrie, in Oklahoma (USA), quando, a un tratto, si è accorta di essere stata derubata del portafoglio.
Jessica ha identificato subito il ladro fra le persone attorno a lei. Si è quindi avvicinata all’uomo e gli ha detto: “Penso che tu abbia qualcosa che mi appartiene. Ti do una scelta: puoi restituirmelo e, non solo ti perdono, ma ti pago la spesa”. Facendo intendere, in questo modo, che non avrebbe chiamato la polizia.
Senza esitare, l’uomo ha accettao l’offerta e le ha restituito il maltolto. Poi, mentre selezionava i viveri dagli scaffali del supermercato, si è scusato almeno venti volte, dicendo che era disperato.
Jessica racconta che è stata criticata da alcune persone per non aver chiamato la polizia e fatto arrestare il ladro, ma lei ha ribadito che a volte tutto quello che bisogna fare è dare una seconda occasione alle persone. Il desiderio di aiutare gli altri, inoltre, è parte attiva della vita della donna che, attraverso un’associazione cristiana, fa volontariato diverse ore alla settimana.
Quando aveva sette anni, Jessica perse il padre. Di lui ricorda una frase che era solito dirle: “Non importa cosa diventerai nella vita, ma sii sempre gentile”.

 

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Cane salvato dal ristorante vietnamita viene adottato e aiuta bimbo autistico

cane miracle
Da web: Articolo di Giacomo Perra – 16 marzo 2015
Da (probabile) pietanza di un ristorante ad amico a quattro zampe migliore del mondo. È lo strano e fortunato caso di Miracle, un cane fino a poco tempo fa molto in debito con la sorte il cui nome, ora, è davvero tutto un programma. Quella di Miracle, infatti, è una vera e propria favola, con un finale che più lieto proprio non si può.
La sua storia comincia nel suo paese natale, la Thailandia, dove l’animale non se la passa certo bene, a voler usare un eufemismo. Ad attendere Miracle, d’altronde, è un destino davvero crudele, che non gli lascia alcuna speranza di vita. La sua condanna quasi certa è la cucina di una tavola calda vietnamita, pronta a dare la sua carne in pasto ai clienti. Rinchiuso in un furgone all’interno di una gabbia angusta e arrugginita e stretto, in condizioni igienico-sanitarie drammatiche, tra i corpi di centinaia cani sventurati come lui, sta viaggiando proprio verso quella triste direzione quando, ad un tratto, la “Dea bendata” decide che è giunto il momento di dargli una mano; il camion in cui si trovano Miracle e gli altri poveri cuccioli viene infatti fermato dagli agenti della polizia thailandese e da un gruppo di militanti della “Soi Dog Foundation”, associazione impegnata nella difesa dei diritti dei cani: un semplice controllo ed ecco che la sua vita cambia per sempre.
Salvato e sfuggito al suo destino di morte, Miracle trova riparo a Strathglass, in Scozia, tra le quattro mura di una casa abitata dalla signora Amanda Leask, che decide di prenderlo con sé commossa dalle sue vicende. Lì, a migliaia e migliaia di chilometri dalla sua casa e dalla sua prima tormentata esistenza, il cucciolo comincia la sua seconda vita, una vita fatta d’amore e di solidarietà. E non certo esclusivamente a senso unico.

Oltre ai tre cani già “adottati”, tramite la “Soi Dog Foundation”, dalla Leask, infatti, Miracle fa la conoscenza di Kyle, il figlio della sua padrona. Tra l’animale e il bimbo, affetto da paralisi celebrale e autismo, si sviluppa in poco tempo un rapporto speciale e ora i due sono inseparabili: «Hanno entrambi affrontato tante difficoltà nella loro vita, è come se ci fosse un linguaggio non verbale fra di loro – ha racconta ai media locali la signora Amanda -. Quando Kyle si arrabbia perché non riesce a trasmettere ciò che vuole, Miracle gli si avvicina e lo tocca per tranquillizzarlo. Sembra sempre quando lui ha bisogno».

 

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24 marzo 2015 – Articolo inviato da Rosanna:

Un cuore in vetrina

“Stavolta l’ uomo dell’ anno è un bambino. quel piccolo della provincia di Pordenone che la settimana scorsa, nel cuore di una notte da lupi, è saltato fuori dal letto e, dopo aver rotto il salvadanaio e indossato una felpa sopra il pigiama, ha percorso da solo 3 chilometri al buio per andarsi a comperare un giocattolo.
A prima vista sembrerebbe la classica storia di un bimbo capriccioso, testardo e viziato. ma il numero di persone di ogni età che mi hanno scritto sulla vicenda, e la passione che hanno profuso nel farlo, lasciano intendere che il suo gesto abbia toccato un nervo scoperto: la nostalgia per un certo modo di affrontare la vita.
Il bambino desiderava quel giocattolo a Natale, ma prima di andare a letto aveva subìto un rimbrotto dalla madre e temeva di non riceverlo più. Invece di incolpare i genitori o il destino perchè si sovrapponevano tra lui e il tesoro, ha deciso di agire all’ istante. Non sapeva che in piena notte e con due soldi, andare in cerca del suo sogno sarebbe stato impossibile. Però sapeva che era il suo sogno, e questo gli bastava. Alla fine del viaggio iniziatico è giunto davanti a una vetrina chiusa, ma non si è scoraggiato: si è semplicemente seduto ad aspettare che aprisse.gramellini
La vita è semplice soltanto quando la si affronta con la logica di un bambino. I cinici ne rideranno. ma gli altri sentono che qualsiasi proposito di riscossa non può che partire dalla capacità di stare al mondo con il desiderio nitido e il cuore infallibile dell’ infanzia”.
Tratto da ” Ci salveranno gli ingenui ” di Massimo Gramellini , che ci regala una splendida indicazione di vita : ” Per essere felici, o almeno per provare ad esserlo, torniamo ad agire con la spontaneità degli ingenui; ricominciamo a credere che i miracoli possono ancora accadere, ma smettiamo di aspettare che vengano da fuori di noi “

Rosanna

 

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23 marzo 2015

LE BUONE AZIONI IN GIRO PER IL MONDO:

http://www.eticamente.net/21604/le-buone-azioni-in-giro-per-il-mondo-fotogallery.html

 

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Salva ragazzo che stava annegando, scopre che è il figlio che non vedeva da 13 anni. La storia di Phil e Benji Baker

Una storia incredibile, quella di Phil e Benji Baker, padre e figlio divisi per anni. Tredici, per l’esattezza. Ma i due sono riusciti a riabbracciarsi, anche se in circostanze impensabili che potevano avere risvolti drammatici. Come riporta il Mirror, Phil stava camminando su una spiaggia vicino Byron Bay, nel Nuovo Galles del Sud. A un tratto vede in lontananza dei canoisti in difficoltà, un giovane sta rischiando di annegare. Phil allora non ci pensa due volte: si tuffa in mare e nuota fino a trarre in salvo il giovane. Ma quando guarda il suo volto fa una scoperta a dir poco singolare: quel ragazzo è suo figlio, Benji.
Lo stesso figlio che non vedeva da tredici anni, dopo la separazione dalla moglie: “Ho guardato il suo volto, quegli occhi castani erano molto familiari. In un istante ho capito. Quello straniero era il mio ragazzo” ha raccontato il 62enne australiano, aggiungendo: “Ho chiesto all’istruttore che era con loro il nome del ragazzo e quando ha risposto, ‘Benji’ in un attimo ho capito che era mio figlio”. Anche il 21enne si è detto felice di essere stato salvato da quel padre che non vedeva da lungo tempo. “Tutto quello che ricordo è che mi sono svegliato sulla spiaggia e ho visto mio padre lì” ha raccontato Benji, aggiungendo: “Ho riconosciuto la sua faccia subito.”nuovo galles del sud
Benji infatti è nato in Australia, ma quando aveva tre anni i genitori si sono separati e la madre è ritornata con lui nel Regno Unito. Da allora il ragazzo ha visto il padre solo un paio di volte fino agli otto anni. Poi, nulla. Benji, che oggi vive in Olanda insieme alla sua fidanzata Kathrin, non ha mai smesso di pensare al padre e finalmente aveva organizzato un modo per riverdersi. I due si erano accordati per un incontro nello scorso maggio, a Byron Bay. Poco prima di incontrare il padre, Benji e la sua ragazza sono andati a fare un giro in canoa. Ma Benji ha avuto un attacco epilettico. Il soccorso tempestivo del padre gli ha probabilmente salvato la vita. Ora i due dicono di non voler perdersi più di vista.

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Francia, gatto scomparso percorre 1.200 km e ritrova la padrona
Il piccolo Cookie era sparito a gennaio 2013 a Grasse, in Provenza. Si è riunito alla padrona in Normandia a ottobre 2014

Una bella storia a quattro zampe ha commosso la Francia. Il gattino Cookie, scomparso a marzo 2013 a Grasse in Provenza, dove la padrona Dan Bouchery si trovava temporaneamente per lavoro, è riuscito a ritrovare la padrona, percorrendo da solo e a piedi circa 1.200 km, la distanza che lo separava dalla Normandia, dove ha potuto ricongiungersi con la donna. “E’ incredibile quello che è successo. Ho pianto, non ci volevo credere”, ha raccontato Dan.

gatto
Cookie era stato visto l’ultima volta nel giardino dell’hotel dove alloggiava Dan il 7 marzo 2013. “Pensavo che qualcuno l’avesse rubato”, ricorda la donna. Dan fa tutto il possibile per ritrovarlo, facendo girare foto del gattino e pubblicando un appello sul giornale locale Nice-Matin, ma senza successo.

Fino ad agosto, quando riceve la telefonata di un veterano di Orbec, una cittadina vicino a Beaumont-en-Auge, dove vive Dan, che ha identificato il gattino grazie al suo microchip. Cookie era stato per tre mesi a casa di una donna che credeva che il gattino non avesse un padrone.

“Voleva tenerlo con sé. Avrei dovuto sporgere reclamo se lei non avesse accettato di restituirlo”, racconta Dan. Dopo aver parlato con la polizia, la donna accetta di ridare Cookie alla sua padrona. Un lieto fine a quattro zampe.

“Non so davvero – riflette Dan – come abbia fatto Cookie a ritornare. Credo che i gatti siano un po’ come i piccioni viaggiatori: sono in grado di orientarsi e ritrovare la strada di casa”.

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